ROBBIE THE ROBOT

(età consigliata: 6-12 anni)

 

la storia

L’inventore Professor Violet ha creato Robbie, un robot metallico, che non è il più bello al mondo ma lui lo ama.

Robbie vive a Rainbow Town dove ogni cosa ha uno dei colori dell’arcobaleno. E’ affezionato agli abitanti del posto: Miss Red, Mr Blue, i fratelli Yellow e Orange, e via di seguito. La felicità di Robbie è però turbata dall’arrivo del Doctor Black il quale gli mostra sullo schermo del Computer un nuovo mondo di metallo e plastica, Robot Town. Robbie ne è attratto e decide di andarci.

Arrivato a Robot Town Robbie è contento: ognuno appare, si muove e parla come lui. Conosce altri robot che sono alti ed eleganti, e tutti molto belli, ma dopo un po’ comincia a sentirsi infelice. Gli altri robot non sono cordiali e nessuno vuole parlare con un piccolo robot fatto in casa come Robbie. I suoi amici di Rainbow Town erano tutti calorosi e… colorati.

Decide di lasciare la superficialità di Robot Town e ritornare dove si è sentito sempre amato. Il Professor Violet è contentissimo di rivederlo e gli spiega che lo ama per quello che è, non per quello che sembra. I suoi amici si riuniscono per festeggiare il suo ritorno e Robbie si accorge che il suo corpo di metallo riflette tutti i loro colori come un arcobaleno: è di nuovo felice.

La storia scritta in un semplice inglese è supportata da proiezioni che sottolineano il carattere e l’atmosfera delle scene e dei personaggi. Questo approccio fortemente visivo aiuta gli studenti più giovane a seguire la storia con facilità. Possono persino aiutare Robbie interagendo con lui nel corso dello spettacolo.

 

 

lo spettacolo

Robbie The Robot offre una ricca scenografia, accattivante e idonea al pubblico giovane.

La prima parte dello spettacolo è ambientata a Rainbow Town, dove i personaggi hanno tutti i colori dell’arcobaleno, ed ognuno assomiglia ad un fiore, una pianta, un animale, un insetto o un uccello.Gran parte del secondo atto è ambientato a Robot Town dove non c’è colore ma solo metallo argento e plastica trasparente. È un mondo ideato dall’uomo dove la produzione a catena crea tutto in modo identico.

La musica usata rispecchia queste due collocazioni: la prima è ricca di armonie ed appassionata, la seconda elettronica e meccanica. Grazie alle più avanzate e moderne tecniche di illuminazione, le luci cambiano in un attimo atmosfere e situazioni. I costumi sono fantasiosi ed a volte comici.

La storia è presentata in forma molto comprensibile, il linguaggio usato è il più semplice possibile senza però rallentare il ritmo dell’azione scenica, l’enunciazione e la pronuncia sono molto comprensibili, grazie anche alla enfatica gestualità che evidenzia il significato di ogni frase. Il pubblico viene anche frequentemente coinvolto dall’azione sul palco.

Non manca la vena di umorismo ed anche di suspense a caratterizzare specialmente gli eventi nella seconda parte della vicenda, in cui Robbie vuole scappare da Robot Town.

 

il soggetto

Robbie è come il ragazzo o la ragazza che sogna di andare a Hollywood per diventare una star, o andare a Milano per diventare un top model. Questi luoghi possono apparire più allettanti ed attraenti quando sono visti da lontano (come Robot Town), ma molto del loro fascino è solo superficiale.

È anche uno spettacolo sulla diversità: su come dovrebbero essere apprezzate le differenze tra di noi invece che temute, essere orgogliosi di queste qualità che rendono ognuno di noi unico. Può essere difficile accettare le caratteristiche che non sono conformi, non solo sul piano fisico, ma anche concettuale e comportamentale. Tutti vogliamo sentirci integrati.

Il Professor Violet, come tutti i buoni genitori, ama Robbie, anche se è diverso dagli altri abitanti di Rainbow Town. Non se ne fa un problema: quello che c’è dentro di noi è importante.

Il Dr Black ha paura di Robbie perché vuole il potere assoluto, ma Robbie non è stato programmato da lui. Black è un dittatore, ma Robbie trova il corragio di ragionare con la sua testa.

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