I LOVE LONDON

 

(età consigliata: 11-14 anni)

 

la storia

I Love London racconta le avventure di due amici per corrispondenza, Charlie di Oxford e Antonio di Milano, che decidono finalmente d’incontrarsi a Londra per un weekend. Al telefono, cercando di capirsi, definiscono i loro piani…

Antonio trova molto difficile parlare in inglese, infatti, già durante il volo per Londra, i suoi tentativi di comunicare con l’hostess provocano grande confusione!

Seguono le avventure e gli impensabili incontri dei due ragazzi, in luoghi londinesi del passato e del presente: la regina Vittoria che passeggia per i corridoi della National Gallery; Sherlock Holmes e Mary Poppins nel museo di Madame Tussaud, un indaffarato businessman, ed altri.

Purtroppo il weekend finisce in fretta, Charlie e Antonio si devono separare. Nonostante questo, ‘Tony’ è felice: ora può esprimersi meglio in inglese!

Nel contesto di questo spettacolo molti studenti potranno identificarsi in situazioni e argomenti che li faranno riflettere e divertire allo stesso tempo.

Un aspetto importante di questo spettacolo è come la conoscenza di una lingua, (e soprattutto la lingua inglese!) possa permetta di comunicare e quindi schiudere nuovi orizzonti che possono offrirci realtà sorprendenti.

 

 

lo spettacolo

Tra le proposte di Arcadia, I Love London è testo più prettamente a carattere didattico, pur essendo il contenuto piacevole e divertente. Lo spettacolo si incentra su elementi familiari agli studenti che ne restano subito coinvolti. Il soggetto stesso, uno studente italiano in visita a Londra, sarà riconosciuto di primo acchito dal pubblico.

Molti sono i riferimenti a situazioni ben note a quanti studiano una lingua straniera, disorientamento per la pronuncia scorretta, significati ignoti di una parola ecc. Messaggio primario che filtra dall’azione scenica è l’importanza di comunicare, a prescindere dalle barriere linguistiche. Sussiste poi una miriade di ulteriori equivoci derivanti dalla scarsa conoscenza dei luoghi, delle tradizioni, della vita sociale, delle differenze culturali.
Molti sono i riferimenti alla variegata attività culturale londinese: gallerie, musei e certamente i teatri del West End. Alcune scene si ispirano alla storia britannica: una in particolare, verte su Enrico VIII, le cui due mogli decapitate avranno la loro rivincita. Nè poteva mancare la scena riguardante il cibo, tema assai caro all’italiano all’estero, con un episodio comico ispirato all’English breakfast.

 

il soggetto

Lo spettacolo è costituito da una serie di sketch incentrati su un tema comune, quindi la struttura è lineare e semplice da seguire. Il linguaggio usato è quello tipico della conversazione quotidiana, benché offra anche molteplici stimoli per l’approfondimento da parte degli allievi più preparati.

Lo show si avvale dell’uso di colori intensi e sgargianti, in omaggio e riferimento alla Pop Art: rosso, blu, nero, bianco, come quelli del logo della Metropolitana, della bandiera nazionale, degli immancabili bus a due piani, dei taxi.

Alcuni personaggi raffigurano caricature stilizzate (l’uomo d’affari, l’eccentrico inglese), altri, sottolineature umoristiche di celebri personalità (Sherlock Holmes e la Regina Vittoria). I due protagonisti dello spettacolo sono assolutamente realistici e simili agli studenti per atteggiamenti e comportamento.

La musica utilizzata è tratta da musicals famosi, il genere teatrale più eseguito a Londra, tra cui Cats, Il Fantasma dell’Opera, ecc.

 

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